Lunedi, 19 agosto 2019 ore 12:28

VOLONTARIATO come ..F A R E.. ?

 

 



Terzo Settore

Che cosa è il Terzo Settore  ?
TERZO SETTORE: SILENZIOSA LOCOMOTIVA DI SVILUPPO 

TRENINO

        Il contesto socio-economico-culturale degli ultimi anni ha promosso lo sviluppo del terziario in particolar modo nell’ottica dell’attività imprenditoriale delle “imprese sociali” (terzo settore) spesso definite come ibrido tra imprese ‘for profit’ ed enti ‘nonprofit’, ossia tutte quelle organizzazioni private (Associazioni, Cooperative, Imprese sociali) che agiscono per finalità diverse da quelle del profitto (not for profit). Negli anni ’80 è iniziato un lento processo di affidamento a Organizzazioni del III settore di servizi sociali nuovi e moderni, sulla scia di innovative riforme della Pubblica Amministrzione, (Leggi Trasparenza, Partecipazione, Sussidiarietà, Parità, ecc.). Nella sua accezione più vasta, il termine  serve a distinguere le organizzazioni che non perseguono dirette finalità di lucro (no profit) da quelle che operano per il mercato (il primo settore) o dello Stato (il secondo settore) e nell’espressione è talvolta implicita una valenza politica o la ricerca di una sorta di terza via tra capitalismo e pianificazione. Il modello è quello dei tre pilastri: Stato, Mercato e Terzo Settore, sistema in cui le regole di concorrenza tra pubblico e privato dovrebbero dar vita ad un circolo virtuoso che consente maggiori possibilità di scelta e fruizione da parte dei beneficiari dei servizi.
       Nella sua versione più ampia, ed analogamente al termine economia sociale o civile (di derivazione francese), comprende anche l’intero mondo della cooperazione e della mutualità.
Il Terzo Settore continua costantemente a polarizzare attenzioni, risorse provenienti da diversificati settori delle società civile e produttiva. Nel contempo gli Enti Locali e le spontanee aggregazioni Associative no Profit  stanno assumendo sempre più il ruolo di stimolo di sviluppo sociale, nell’accesso e nel miglioramento ai servizi socio sanitari ai cittadini.

  SUD PENALIZZATO DAI SOLITI STECCATI/BEGHE/LENTEZZE...

coop

        Recenti rilevazioni statistiche evidenziano che in Italia esistono circa 700 mila occupati  nel Terzo Settore, con oltre 3 milioni di persone impegnate in azioni di volontariato, che costituiscono l’asse portante dell'economia sociale italiana. L’impegno di quest’esercito silenzioso di persone, che opera nel settore della cultura, dello Sport, nel recupero di tossicodipendenti, disabili, anziani, nel campo dell’animazione, nella produzione di beni e servizi, contribuisce con un fatturato medio di 35 miliardi di euro nel 2001 all’1,6% del P.I.L. (Prodotto Interno Lordo). A pochi chilometri da Torre del Greco il Comune di Napoli, come tante altre città d’Italia, ha innalzato in pochi anni il proprio indotto lavorativo in questo settore, con un positivo trend di crescita occupazionale di oltre 4.000 persone, tra assistenti sociali, educatori, animatori, assistenti tutelari, ecc., applicando i principi di affidamento esterno di molti servizi sociali ad Associazioni, Cooperative Sociali, Consorzi, ecc. Dunque, nonostante una certa stagnazione economica, in moltissime città d’Italia e d’Europa sembra davvero avverarsi la nascita di nuovi bacini occupazionali previsti negli anni 90 da J. Delhors nel famoso Libro Bianco dell’Unione Europea:“Crescita–Competitività–Occupazione”. L’Italia, che già aveva un valido e stratificato quadro normativo abbastanza avanzato, rispetto al resto d’Europa, come ad esempio il principio portante dell’integrazione sociale della Legge 104/92 per le persone disabili, al fine di riordinare l’intera materia e riconoscere dignità’ di ruolo agli Organismi del privato sociale, ha iniziato un costante adeguamento legislativo, prima con lo storico decreto fiscale Zamagni, poi con la famosa Legge Quadro sull’assistenza 328/00 che al sud trova ancora lenta applicazione. (da una recensione Stampa del 4/maggio/2004 di  Guglielmo Di Luca Agente Europeo di Sviluppo Locale) .coop rete

GRAFICO

        A pochi chilometri da Torre del Greco il Comune di Napoli, come tante altre città d’Italia, hanno innalzato in pochi anni il proprio indotto lavorativo in questo settore, con un positivo trend di crescita occupazionale, tra assistenti sociali, operatori sociali, educatori, animatori, assistenti materiale, O.S.A. ecc., applicando i principi di affidamento esterno di molti servizi sociali ad Associazioni, Cooperative Sociali, Imprese, Consorzi, ecc. Dunque, nonostante una certa stagnazione economica, in moltissime città d’Italia e d’Europa sembra davvero avverarsi la nascita di nuovi bacini occupazionali previsti negli anni 90 da J. Delhors nel famoso Libro Bianco dell’Unione Europea:“Crescita–Competitività–Occupazione”.

SVILUPPO & PARTECIPAZIONE

impresa

        Finalmente oggi moltissime Aziende ed Istituzioni sono costantemente investite di direttive, basate principalmente sui principi di: trasparenza, partecipazione, decentramento, e sussidarietà. che le rendono più moderne e vicine ai cittadini (L.59/97, 127/97, 191/98, 144/99, 328/00).
In questo scenario le tecnologie informatiche assumono sempre più il ruolo di principale vettore di cambiamento e sviluppo, potenziando al massimo il principio di trasparenza e informazione “mirata”, consentendo una maggiore partecipazione ai cittadini ai processi di cambiamento sociale.
        Il Terzo Settore continua costantemente a polarizzare attenzioni, risorse provenienti da diversificati settori delle società civile e produttiva. Nel contempo gli Enti Locali e le spontanee aggregazioni Associative no Profit stanno assumendo sempre più il ruolo di stimolo di sviluppo sociale, nell’accesso e nel miglioramento ai servizi socio sanitari ai cittadini.
Infatti quante volte ci sarà capitato di … perdere tempo… per conoscere un Informazione, o accedere ad un servizio … o reclamare per un’ingiustizia. Altre volte superati e vecchi sistemi …burocratici… impediscono un agevole conoscenza di un informazione, di un’iniziativa, e … restiamo fregati ! Spesso riceviamo risposte inadeguate ed evasive che ci danno un fortissimo senso di disaffezione e insofferenza verso gli Uffici Pubblici. Fortunatamente la crescita culturale, l’affermazione di nuove conoscenze e lo sviluppo dei processi tecnologici stanno sempre più limitando questi fenomeni dell’esclusione. Dall’altro canto in questi anni gli Enti Locali devono essere sempre più vicini ai cittadini e alle loro Associazioni, applicando i principi di partecipazione.1 Resta a noi cittadini, Genitori, Associazioni, Politici, impegnarci ogni giorno sollecitando le Istituzioni e operando come agenti di sviluppo locale.
Occorre – il generoso impegno di tutti noi – liberare le intelligenze, professionalizzare e aggiornare costantemente gli operatori sociali, i Quadri e i Dirigenti, affinché le Amministrazioni siano più moderne, con sistemi e tecnologie avanzate, con strategie più imprenditive, decentrate flessibili, giovani e vicine ai bisogni delle famiglie.


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