Mercoledi, 20 novembre 2019 ore 14:52

 



Buone Prassi

Da molti anni l'Unione Europea sta promovendo la diffusione di progetti e iniziative replicabili in vari contesti sociali dei paesi comunitari.
Con i famosi fondi sociali europei è iniziata una vera e propria campagnia di riconoscenza e supporto progettuale attraverso positivi progetti e modalità di contrasto ai disagi sociali, cioè le buone prassi.
Certamente in questo impegno per una positiva diffusione di buone prassi si sono frapposti numerosi ostacoli sia di carattere politico, amministrativo locale, come ad esempio un carente quadro culturale di lavorare in rete superando i propri steccati di competenze e ideologie, aggravato da instabili e precari sistemi economici e lavorativi.
La Regione Campania tra tantissimi ritardi gestionali ha purtroppo registrato anche la completa assenza di antenne/sportelli/agenzie sociali di sviluppo per le imprese sociali (ancora oggi manca l'albo regionale delle coperative L.381/91), incubatori di imprese, strumenti facilmente accessibili per creare imprenditoria giovanile e contrastare la piaga e il dramma della disoccupazione.
Nel III Settore la Regione Campania è una delle ultime regioni ad avere accumulato ritardi dal 1992 per la realizzazioni dei C.V.S. cioè i Centri di Servizio di Volontariato di cui riportiamo una sintesi del 2007:
Tagli di fondi, crisi economica, bilanci da risanare, come al solito a rimetterci sono quasi sempre le politiche sociali, viste troppo spesso come bacino di precariato e assistenza, nonostante l’istat da tempo annoveri il Terzo settore come una positiva locomotiva che favorisce la crescita del PIL nazionale.
Le numerosissime realtà Associative del non profit della Regione Campania, sembrano che siano addirittura penalizzate rispetto al resto d’Italia in quanto non possono ancora utilizzare milioni d’euro provenienti dalle Fondazioni Bancarie a causa dei ritardi regionali sulla costituzione dei CSV cioè dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Questi centri sono strutture previste dalla legge n.266 del ‘91, proprio per sostenere e qualificare le attività delle Associazioni di Volontariato, con una serie d’iniziative e servizi quali: consulenza, assistenza qualificata, fiscale come la compilazione e stesura dei bilanci, nella progettazione, nell'avvio e la realizzazione di specifiche attività, nella formazione, aggiornamento e qualificazione dei volontari. Insomma un aiuto non indifferente a tantissime realtà associative di frontiera, sia del mondo laico e religioso, che ogni giorno tra mille difficoltà contrastano povertà, ingiustizie, ed esclusione sociale.
La Regione Campania, sembra che in tutti questi anni abbia realizzato soltanto il comitato di gestione per i Centri di Volontariato e quindi per recuperare maggiori risorse ed energie per gli Organismi di Volontariato laico e religioso, sollecitiamo il management regionale affinché entro pochi mesi attivi su tutta la Regione i primi centri di servizio, e consentire l’utilizzo di questi ingenti risorse finanziarie, provenienti dalla Fondazioni Bancarie, che devono destinare un quindicesimo del loro bilancio calcolato tra la differenza tra proventi e spese. Per ogni ulteriore informazione vi segnaliamo il sito www.centriserviziovolontariato.it

a) promuovere strumenti ed iniziative atti a favorire la crescita di una cultura solidale,
stimolando forme di partecipazione e di cittadinanza attiva da parte delle organizzazioni
e dei singoli;
b) offrire assistenza e consulenza alla progettazione, l'avvio e la realizzazione di
specifiche attività sociali, nell’ambito del volontariato
c) sostenere e realizzare iniziative per la formazione e la qualificazione del volontariato;
d) fornire consulenze e realizzare iniziative nel campo giuridico, fiscale; attuare e
promuovere studi e ricerche;
e) mettere a disposizione informazioni, notizie, dati e documentazione sulle attività e le
organizzazioni di volontariato nazionali e locali, e del Terzo settore;
f) fornire servizi ed attività di formazione agli enti locali, alle istituzioni pubbliche ed
agli organismi di promozione sociale, anche tramite apposita convenzione;
g) mettere in relazione le organizzazioni di volontariato, le strutture formative pubbliche
e private, gli operatori economici, i mezzi di informazione;
h) svolgere ogni altra attività che possa rendersi necessaria per la realizzazione dei fini
statutari.
I servizi di cui sopra potranno essere erogati a titolo gratuito e/o tramite apposito
contratto o convenzione.

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