Lunedi, 19 agosto 2019 ore 11:54

 



Agevolazioni Fiscali

    Il famoso decreto Zamagni n. 460 del 1997 iniziò a riordinare la complessa e stratificata materia (normativa e fiscale) del non profit italiano, un settore che fortunatamente nel corso degli anni è in continua evoluzione.    Infatti se da una parte si raffredda l'Amore, (egoismi, indifferenze, violenze, decadimento morale, etico, economico...), dall'altra si registra questa positiva ATTENZIONE/escalation verso il non profit.
In quel complicato mondo normativo-burocratico segnaliamo una fonte aggiornatissima: l'Agenzia delle Entrate, un esempio è l'utilissima sintesi per le persone disabili e le loro famiglie che annualmente viene elaborato dall'Agenzia delle Entrate.

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SINTESI
PRINCIPALI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E ONLUS:

  1. l'esclusione dalle imposte dirette (Irpeg) per le attività svolte in attuazione degli scopi istituzionali "nel perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale";
  2. detraibilità (con l'aliquota del 19%) dall'Irpef delle erogazioni liberali;
  3. deducibilità dal reddito d'impresa delle erogazioni liberali (2% del reddito d'impresa dichiarato), effettuate sia in denaro che in natura, a favore di Onlus;
  4. per ciò che concerne l'Iva, le Onlus non sono tenute alla emissione di scontrino o ricevuta per le operazioni riconducibili alle attività istituzionali. Inoltre, numerose operazioni esenti da Iva sono tali anche se rese dalle Onlus (es. trasporto in ambulanza);
  5. sugli atti delle Onlus non è dovuta l'imposta di bollo, né l'eventuale tassa sulle concessioni governative;
  6. sono esenti dall'imposta sulle successioni e donazioni i trasferimenti mortis causa e le donazioni a favore di Onlus;
  7. gli immobili acquistati gratuitamente dalle Onlus non scontano l'Invim;
  8. sugli atti traslativi di immobili a favore di Onlus l'imposta e' dovuta in somma fissa ma a condizione che l'immobile sia effettivamente destinato entro 2 anni ad essere utilizzato per le finalità istituzionali;
  9. sugli spettacoli organizzati dalle Onlus non è dovuta la relativa imposta.

Nell'insieme si osserva che le agevolazioni sono molto ampie nel campo delle imposte dirette ed anche tra le indirette, per ciò che concerne i trasferimenti immobiliari. Viceversa, con una scelta condivisibile (diversa da alcune ipotesi circolate negli anni scorsi), per ciò che concerne l'Iva, nella sostanza non vi sono deroghe all'impianto generale del tributo.

La legge +Dai -Versi prevede una maggiore deducibilità delle donazioni effettuate a favore delle organizzazioni no profit onlus. A partire dal 17 marzo 2005 le imprese e le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito imponibile fino al 10% dello stesso qualora questo sia stato destinato a donazioni a favore di onlus. Il tetto massimo di deducibilità è di € 70.000

 

NEWS:
SOSTEGNO ALLA PRATICA SPORTIVA PER I GIOVANI 2009

Agevolazioni fiscali per incentivare i ragazzi a fare sport.

La detrazione Irpef del 19% è riconosciuta per le spese di iscrizione annuale o per l'abbonamento dei ragazzi compresi tra i 5 e 18 anni in centri o associazioni sportive dilettantistiche. L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 25 febbraio 2009 n. 50, ha fornito dei chiarimenti sulle modalità di calcolo del beneficio.


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AGEVOLAZIONI FISCALI DISABILI - ANZIANI 2009
L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili. In base all'attuale normativa, le principale agevolazioni riguardano: figli a carico,veicoli, sussidi tecnici e informatici, spese sanitarie, assistenza personale, abbattimento barriere architettoniche. Le agevolazioni riguardanti Iva, Irpef, bollo auto e imposta sui passaggi di proprietà sono fruibili di norma anche da parte dei familiari del disabile, quando il disabile stesso sia da considerare a carico in base al proprio reddito personale complessivo. Fanno eccezione i casi specifici previsti dalla normativa e indicati in dettaglio dalla Guida. Da ricordare che nell'anno 2009, in base al decreto legge 185/2008, convertito nella L. 2/2009 (misure anticrisi), è previsto un bonus per le famiglie a basso reddito, è possibile, cioè, usufruire di un beneficio nella misura di 1.000 euro se nel nucleo familiare vi sono figli a carico del richiedente portatori di handicap, riconosciuto come tale ai sensi della legge 104 del 1992 e il reddito complessivo familiare non è superiore ad euro 35.000.00. Per i contribuenti con disabilità che non possono recarsi presso gli sportelli, l'Agenzia delle entrate ha attivato un servizio di assistenza fiscale domiciliare da parte di funzionari qualificati. Per usufruirne è possibile rivolgersi alle Associazioni che operano nel settore, ai servizi sociali degli enti locali, ai coordinatori del servizio delle Direzioni regionali dell'Agenzia. Informazioni e chiarimenti si possono avere rivolgendosi ai centri di assistenza telefonica, al numero 848.800.444 dal lunedì al venerdì dalle alle 17, il sabato dalle 9 alle 13, oppure agli sportelli degli Uffici locali dell'Agenzia delle entrate. Inoltre, è sul sito www.agenziaentrate.gov.it è on line una sezione apposita.

FINANZIARIA 2008 per il NON PROFIT

La Legge Finanziaria 2008 è stata approvata il 24 dicembre 2007 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2007.
SINTESI di maggiore interesse per il non profit.
ARTICOLO 1
Aliquota Iva per gli spettacoli
79. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla tabella A, parte III, al numero 123), le parole: «spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti» sono sostituite dalle seguenti: «spettacoli di burattini, marionette e maschere, compresi corsi mascherati e in costume, ovunque tenuti»;
b) alla tabella C:
1) al numero 3), le parole: «corsi mascherati e in costume,» sono soppresse;
2) al numero 4), le parole: «spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti» sono sostituite dalle seguenti: «spettacoli di burattini, marionette e maschere, compresi
corsi mascherati e in costume, ovunque tenuti ».


Cessione di beni alle Onlus
130. All’articolo 13 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, il comma 3 e` sostituito dal seguente:
«3. I beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio e` diretta l’attivita` dell’impresa, diversi da quelli di cui al comma 2, che presentino imperfezioni, alterazioni,
danni o vizi che pur non modificandone l’idoneita` di utilizzo non ne consentono la commercializzazione o la vendita, rendendone necessaria l’esclusione dal mercato o
la distruzione, qualora siano ceduti gratuitamente alle ONLUS, per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto complessivamente
non superiore al 5 per cento del reddito d’impresa dichiarato, non si considerano destinati a finalita` estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi dell’articolo 85, comma
2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I predetti beni si considerano distrutti agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto».
Detrazioni Irpef sulle rette degli
ASILI NIDO
201. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applicano anche al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.
Telefoni per AUSIOLESI (SORDI)
203. All’articolo 21, nota 3, della tariffa delle tasse sulle concessioni governative, di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, dopo le parole: «nonche´ a non vedenti» sono inserite le seguenti: «e a sordi».
Dichiarazioni e otto per mille
219. Le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono presentare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia
delle entrate mediante spedizione effettuata dall’estero, entro il termine previsto per la trasmissione telematica di cui al comma 218, tramite raccomandata o altro mezzo equivalente dal quale risulti con certezza la data di spedizione ovvero avvalendosi del servizio telematico. I contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, ai fini della scelta della destinazione dell’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche prevista dall’articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222, e dalle leggi che approvano le intese con le confessioni religiose di cui all’articolo 8, terzo comma, della Costituzione, possono presentare, entro il termine di cui al citato comma 218, apposito modello, approvato ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, ovvero la certificazione di cui all’articolo 4, comma 6-ter, del medesimo regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 322 del 1998, per il tramite di un ufficio della societa` Poste italiane Spa ovvero avvalendosi del servizio telematico o di un soggetto incaricato della trasmissione in via telematica delle dichiarazioni, di cui al comma 3 dell’articolo 3 del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998.
220. L’Agenzia delle entrate, entro il 1º ottobre di ogni anno, rende accessibili ai contribuenti, in via telematica, i dati delle loro dichiarazioni
presentate entro il 31 luglio. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalita` per rendere accessibili i dati delle dichiarazioni.
Incentivi per il cinema
332. Gli apporti per la produzione e per la distribuzione di cui ai commi 325 e 327 sono considerati come risorse reperite dal produttore
per completare il costo del film ai fini dell’assegnazione dei contributi di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni. In ogni caso, tali contributi non possono essere erogati per una quota percentuale che, cumulata con gli apporti di cui ai commi da 325 a 343, superi l’80 per cento del costo complessivo rispettivamente afferente alle spese di produzione della copia campione e alle spese di distribuzione nazionale del film.
333. Le disposizioni applicative dei commi da 325 a 332 sono dettate con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il predetto decreto e` adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico.
334. L’efficacia dei commi da 325 a 333 e` subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunita` europea, all’autorizzazione della Commissione europea. Il Ministero per i beni e le attivita` culturali provvede a richiedere l’autorizzazione alla Commissione europea. Le agevolazioni possono essere fruite esclusivamente in relazione agli investimenti realizzati e alle spese sostenute successivamente alla data della decisione di autorizzazione della Commissione europea.

ARTICOLO 2
Fondo per la legalità e vittime della criminalità organizzata
102. Al fine di rafforzare la legalita` e il miglioramento delle condizioni di vita dei territori in cui opera la criminalita` organizzata di tipo mafioso o similare, e` istituito a decorrere dall’anno 2008, presso il Ministero dell’interno, il «Fondo per la legalita`». Al Fondo confluiscono i proventi derivanti dai beni mobili e le somme di denaro confiscati ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni.
103. A valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 102 sono finanziati, anche parzialmente, progetti relativi al potenziamento delle risorse strumentali e delle strutture delle Forze di polizia, al risanamento di quartieri urbani degradati, alla prevenzione e al recupero di condizioni di disagio e di emarginazione, al recupero o alla realizzazione di strutture pubbliche e alla diffusione della cultura della legalita`.
104. Le modalita` di accesso al Fondo di cui al comma 102 sono stabilite con decreto del Ministro dell’interno, da emanare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Con lo stesso decreto sono adottate le disposizioni attuative dei commi 102 e 103.
105. A decorrere dal 1º gennaio 2008, alle vittime della criminalita` organizzata, di cui all’articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni, e ai loro familiari superstiti, alle vittime del dovere, di cui all’articolo 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e ai loro familiari superstiti, nonche´ ai sindaci vittime di atti criminali nell’ambito dell’espletamento delle loro funzioni e ai loro familiari superstiti, sono erogati i benefici di cui all’articolo 5, commi 3 e 4, della legge 3 agosto 2004, n. 206, come modificato dal comma 106.
106. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4, comma 2, le parole:
«calcolata in base all’ultima retribuzione» sono sostituite dalle seguenti: «in misura pari all’ultima retribuzione»;
b) all’articolo 5, comma 3, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai figli maggiorenni superstiti, ancorche´ non conviventi con la vittima alla data dell’evento terroristico, e` altresi` attribuito, a decorrere dal 26 agosto 2004, l’assegno vitalizio non reversibile di cui all’articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni»;
c) all’articolo 9, comma 1, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai medesimi soggetti e` esteso il beneficio di cui all’articolo 1 della legge 19 luglio 2000, n. 203»;
d) all’articolo 15, comma 2, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I benefici di cui alla presente legge si applicano anche agli eventi verificatisi all’estero a decorrere dal 1º gennaio 1961, dei quali sono stati vittime cittadini italiani residenti in Italia al momento dell’evento»;
e) all’articolo 16, comma 1, dopo le parole: «dall’attuazione della presente legge» sono inserite le seguenti: «, salvo quanto previsto dall’articolo 15, comma 2, secondo periodo».

Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito
185. Il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito, istituito dall’articolo 4-bis, comma 8, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, ha personalita` giuridica di diritto pubblico e continua a svolgere la propria attivita` presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, anche per agevolare l’esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo, d’intesa con il Ministero degli affari esteri.
186. Il Comitato di cui al comma 185 e` dotato di un fondo comune, unico ed indivisibile, attraverso cui esercita autonomamente ed in via esclusiva le sue attribuzioni istituzionali. La gestione patrimoniale e finanziaria del Comitato e` disciplinata da un regolamento di contabilita` approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Comitato. Il fondo comune e` costituito da contributi volontari degli aderenti o di terzi, donazioni, lasciti, erogazioni conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli enti territoriali e da altri enti pubblici o privati, da beni e da somme di danaro o crediti che il Comitato ha il diritto di acquisire a qualsiasi titolo secondo
le vigenti disposizioni di legge. Rientrano anche nel fondo contributi di qualunque natura erogati da organismi nazionali od internazionali, governativi o non governativi, ed ogni altro provento derivante dall’attivita` del Comitato.
187. In favore del Comitato di cui al comma 185 e` autorizzata per ciascuno degli anni 2008 e 2009 la spesa di 1 milione di euro da destinare al suo funzionamento.


Fondo «un centesimo per il clima»
344. E` istituito, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo denominato «un centesimo per il clima» nel quale affluiscono le entrate derivanti dalla contribuzione volontaria di un centesimo di euro per ogni litro di carburante acquistato alla pompa per l’autotrazione, nonche´ per ogni 6 kW/h di energia elettrica consumata.
345. A decorrere dal 1º gennaio 2008, per ogni litro di carburante acquistato e per ogni 6 kW/h di energia elettrica erogati per i quali sia stata effettuata la contribuzione volontaria e` previsto un corrispondente contributo aggiuntivo di un centesimo di euro da parte delle societa` di distribuzione di carburante e di energia elettrica. Il Fondo di cui al comma 344 e` finalizzato al finanziamento delle politiche della mobilita` sostenibile, delle fonti energetiche rinnovabili per ridurre le emissioni di anidride carbonica e al sostegno delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.

Cessione medicinali a enti senza fini di lucro

350. Le confezioni di medicinali in corso di validita`, ancora integre e correttamente conservate, legittimamente in possesso di ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) ovvero in possesso di famiglie che hanno ricevuto assistenza domiciliare, per un loro congiunto, dall’azienda sanitaria locale (ASL) o da una organizzazione non lucrativa avente finalita` di assistenza sanitaria, possono essere riutilizzate nell’ambito della stessa RSA o della stessa ASL o della stessa organizzazione non lucrativa, qualora, rispettivamente, non siano reclamate dal detentore all’atto della dimissione dalla RSA o, in caso di suo decesso, dall’erede, ovvero siano restituite dalla famiglia che ha ricevuto l’assistenza domiciliare alla ASL o all’organizzazione non lucrativa.
351. Al di fuori dei casi previsti dal comma 350, le confezioni di medicinali in corso di validita`, ancora integre e correttamente conservate, ad esclusione di quelle per le quali e` prevista la conservazione in frigorifero a temperature controllate, possono essere consegnate dal detentore che non abbia piu` necessita` di utilizzarle ad organizzazioni senza fini di lucro, riconosciute dalle regioni e province autonome, aventi finalita`
umanitarie o di assistenza sanitaria.
352. Ai fini del loro riutilizzo, le confezioni di medicinali di cui ai commi 350 e 351 sono prese in carico da un medico della struttura od organizzazione interessata, che provvede alla loro verifica, registrazione e custodia. Le disposizioni di cui ai commi da 350 al presente comma si applicano anche a medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope.

Contributo alla Lega italiana per la lotta contro i tumori
354. Per il consolidamento e il rafforzamento delle strutture e dell’attivita` dell’assistenza domiciliare oncologica effettuata dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori e` autorizzata l’erogazione di un ulteriore contributo straordinario pari ad 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.

Randagismo e canili

370. All’articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281, e successive modificazioni, al comma 1, primo periodo, la parola: «incruenti » e` soppressa.
371. All’articolo 4, comma 1, della legge 14 agosto 1991, n. 281, e successive modificazioni, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I comuni, singoli o associati, e le comunita` montane provvedono a gestire i canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani e dei gatti».

Obiettivi del Millennio
373. E` autorizzata la complessiva spesa di euro 2.074 milioni, di cui 40 milioni per l’anno 2008, 50 milioni per ciascuno degli anni dal 2009 al 2048 e 34 milioni per l’anno 2049, finalizzata al sostegno dell’Italia al raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo del millennio, attraverso la partecipazione ai nuovi Meccanismi innovativi di finanziamento dello sviluppo, e alla cancellazione del debito dei Paesi poveri nei confronti confronti delle istituzioni finanziarie internazionali.

Fondo nazionale per la fauna selvatica

382. E` istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare il Fondo nazionale per la fauna selvatica, destinato agli enti morali che, per conto delle province e delle regioni, ivi comprese le province autonome e le regioni a statuto speciale, gestiscono i centri per la cura e il recupero della fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie faunistiche di interesse comunitario. La gestione del Fondo e` regolata con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro della salute.
383. E` istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un fondo per la repressione dei reati in danno agli animali. Le risorse del fondo sono destinate al finanziamento degli interventi sostenuti dal Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali del Corpo forestale dello Stato.

Fondazioni lirico-sinfoniche (VEDI EX LEGGE FINANZIARIA 2008)


Istituzioni culturali
396. A decorrere dal 1º gennaio 2008, gli importi dei contributi statali erogati alle istituzioni culturali ai sensi degli articoli 1, 7 e 8 della legge 17 ottobre 1996, n. 534, sono iscritti in un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivita` culturali, la cui dotazione e` quantificata annualmente ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. A decorrere dalla medesima data, alle istituzioni culturali di cui alla legge 17 ottobre 1996, n. 534, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 32, commi 2 e 3, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
397. Per l’anno 2008 la spesa autorizzata dagli articoli 7 e 8 della legge 17 ottobre 1996, n. 534, e` incrementata di 3,4 milioni di euro.
398. Sono legittimati a richiedere a titolo gratuito la concessione, ovvero la locazione, dei beni immobili di cui all’articolo 9 del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, con l’onere di ordinaria e straordinaria manutenzione a loro totale carico, le accademie e le istituzioni culturali non aventi scopo di lucro per lo svolgimento continuativo di attivita` culturali di interesse pubblico.
399. Le disposizioni di cui al comma 398 si applicano ai contratti in corso, ovvero alle utilizzazioni in corso, alla data di entrata in vigore del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 296 del 2005, anche per le ipotesi in cui alla stessa data non siano stati posti in essere i relativi atti di concessione o locazione.
400. La stipula degli atti di concessione o locazione di cui al comma 398 e` subordinata alla previa regolazione dei rapporti pendenti, con la corresponsione di una somma determinata nella misura annua ricognitoria di euro 150, ferme restando acquisite all’erario le somme gia` corrisposte per importi superiori.
401. All’onere derivante dai commi da 396 a 400, pari a complessivi euro 3,5 milioni per l’anno 2008 e ad euro 100.000 annui a decorrere dal 2009, si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, allo scopo intendendosi corrispondentemente ridotta l’autorizzazione di spesa recata dalla medesima disposizione.

Restauro di beni culturali
403. Al fine di consentire interventi di restauro archeologico delle strutture degli edifici antichi di spettacolo, teatri ed anfiteatri e` stanziata per l’anno 2008 a favore del Ministero per i beni e le attivita` culturali la somma di 1 milione di euro.
Centro per il libro e la lettura
409. A decorrere dall’esercizio finanziario 2008 e` autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per le spese di funzionamento nonche´ per le attivita` istituzionali del Centro per il libro e la lettura, istituito presso il Ministero per i beni e le attivita` culturali con il compito di promuovere e di realizzare campagne di promozione della lettura, di organizzare manifestazioni ed eventi in Italia e all’estero per la diffusione del libro italiano, di sostenere le attivita` di diffusione del libro e della lettura promosse da altri soggetti pubblici e privati, nonche´ di assicurare il coordinamento delle attivita` delle altre istituzioni statali operanti in materia e di istituire l’Osservatorio del libro e della lettura. Il Centro collabora con le istituzioni territoriali e locali competenti e con i soggetti privati che operano in tutta la filiera del libro. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita` organizzative e di funzionamento del Centro.
410. All’onere derivante dall’attuazione del comma 409, pari a 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, allo scopo intendendosi corrispondentemente ridotta l’autorizzazione di spesa recata dalla medesima disposizione.

Adozioni e affidamenti
452. L’articolo 26 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita` e della parternita`, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e` sostituito dal seguente: «Art. 26. – (Adozioni e affidamenti). – 1. Il congedo di maternita` come regolato dal presente Capo spetta, per un periodo massimo di cinque mesi, anche alle lavoratrici che abbiano adottato un minore. 2. In caso di adozione nazionale, il congedo deve essere fruito durante i primi cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice. 3. In caso di adozione internazionale, il congedo puo` essere fruito prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Ferma restando la durata complessiva del congedo, questo puo` essere fruito entro i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia. 4. La lavoratrice che, per il periodo di permanenza all’estero di cui al comma 3, non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternita`, puo` fruire di un congedo non retribuito, senza diritto ad indennita`. 5. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero della lavoratrice. 6. Nel caso di affidamento di minore, il congedo puo` essere fruito entro cinque mesi dall’affidamento, per un periodo massimo di tre mesi».
453. L’articolo 27 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e` abrogato.
454. L’articolo 31 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e` sostituito dal seguente:
«Art. 31. – (Adozioni e affidamenti). – 1. Il congedo di cui all’articolo 26, commi 1, 2 e 3, che non sia stato chiesto dalla lavoratrice spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. 2. Il congedo di cui all’articolo 26, comma 4, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero del lavoratore».
455. L’articolo 36 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e` sostituito dal seguente:
«Art. 36. – (Adozioni e affidamenti). – 1. Il congedo parentale di cui al presente Capo spetta anche nel caso di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento. 2. Il congedo parentale puo` essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’eta` del minore, entro otto anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore eta`. 3. L’indennita` di cui all’articolo 34, comma 1, e` dovuta, per il periodo massimo complessivo ivi previsto, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia».
456. L’articolo 37 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e` abrogato.

Fondo per la non autosufficienza e per la prevenzione degli abusi sui minori
462. All’articolo 1, comma 1251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono aggiunte le seguenti lettere: «c-bis) favorire la permanenza od il ritorno nella comunita` familiare di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti in alternativa al ricovero in strutture residenziali
socio-sanitarie. A tal fine il Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con i Ministri della solidarieta` sociale e della salute, promuove, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, una intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, avente ad oggetto la definizione dei criteri e delle modalita` sulla base dei quali le regioni, in concorso con gli enti locali, definiscono ed attuano un programma sperimentale di interventi al quale concorrono i sistemi regionali integrati dei servizi alla persona; c-ter) finanziare iniziative di carattere informativo ed educativo volte alla prevenzione di ogni forma di abuso sessuale nei confronti di minori, promosse dall’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile di cui all’articolo 17, comma 1-bis, della legge 3 agosto 1998, n. 269».

Fondo contro la violenza alle donne.
463. Per l’anno 2008 e` istituito un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro, destinato a un Piano contro la violenza alle donne.

Fondi per Telefono Azzurro

464. Per l’anno 2008 e` autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro al fine di sostenere e potenziare le attivita` di ascolto, consulenza e assistenza promosse dall’ente morale «S.O.S. – Il Telefono Azzurro ONLUS» a tutela dei minori in situazioni di disagio, abuso o maltrattamento.

Fondo per la non autosufficienza

465. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e` incrementata di euro 100 milioni per l’anno 2008 e di euro 200 milioni per l’anno 2009.
466. Il comma 318 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e` abrogato.
467. L’importo dell’indennita` speciale istituita dall’articolo 3, comma 1, della legge 21 novembre 1988, n. 508, e` stabilito nella misura di euro 176 a decorrere dal 1º gennaio 2008.
468. Alla concessione e all’erogazione dell’indennita` speciale di cui al comma 467 si applicano le disposizioni dell’articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
469. Salvo quanto stabilito dai commi precedenti, restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 3 della legge 21 novembre 1988, n. 508, ivi compresi gli adeguamenti perequativi automatici calcolati annualmente.

Fondo per Infanzia e Adolescenza
470. Al comma 1258 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo le parole: «e` determinata» sono inserite le seguenti: «, limitatamente alle risorse destinate ai comuni di cui al comma 2, secondo periodo, dello stesso articolo 1».

Fondo per le politiche sociali
471. Ai fini di migliorare la qualita` della spesa pubblica, rendendo possibile una piu` tempestiva e puntuale programmazione degli interventi e della spesa, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, annualmente, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro della solidarieta` sociale, si provvede ad un anticipo sulle somme destinate al Ministero della solidarieta` sociale e alle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano nel riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all’articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, nella misura massima del 50 per cento degli stanziamenti complessivamente disponibili per l’anno in corso, al netto della parte destinata al finanziamento
dei diritti soggettivi. Con lo stesso decreto vengono disposte le occorrenti variazioni di bilancio.
472. L’anticipo di cui al comma 471 e` assegnato a ciascun ente sulla base della quota proporzionale ad esso assegnata nel riparto
dell’anno precedente sul complesso delle risorse assegnate agli enti cui si applica l’anticipo.
473. Al decreto annuale di riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali continua ad applicarsi l’articolo 20, comma 7, della legge 8 novembre 2000, n. 328.

Fondo per la mobilita` dei disabili
474. E` istituito presso il Ministero dei trasporti il «Fondo per la mobilita` dei disabili», con una dotazione annua pari a 5 milioni di euro per l’anno 2008 e a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Il Fondo finanzia interventi specifici destinati alla realizzazione di un parco ferroviario per il trasporto in Italia e all’estero dei disabili assistiti dalle associazioni di volontariato operanti sul territorio italiano. Al Fondo possono affluire le somme derivanti da atti di donazione e di liberalita`, nonche´ gli importi derivanti da contratti di sponsorizzazione
con soggetti pubblici e privati. Con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, della salute e della solidarieta` sociale, sentite le rappresentanze delle associazioni di volontariato operanti sul territorio, sono stabilite le modalita` per il funzionamento del Fondo di cui al presente comma.

Promozione dello sport
564. Al fine di promuovere il diritto di tutti allo sport, come strumento per la formazione della persona e per la tutela della salute, e per la costituzione e il funzionamento, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’Osservatorio nazionale per l’impiantistica sportiva, e` istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo denominato «Fondo per lo sport di cittadinanza », al quale e` assegnata la somma di 20 milioni di euro per l’anno 2008, di 35 milioni di euro per l’anno 2009 e di 40 milioni di euro per l’anno 2010.
565. Gli atti e i provvedimenti concernenti l’utilizzazione sul territorio delle risorse del Fondo di cui al comma 564 sono adottati dal Ministro per le politiche giovanili e le attivita` sportive, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
566. Il Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale, istituito con l’articolo 1, comma 1291, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e` incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2008.
567. Per la promozione e la realizzazione di interventi per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale, fra cui i Campionati mondiali maschili di pallavolo, che si terranno in Italia nel 2010, la dotazione del Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale, istituito con l’articolo 1,
comma 1291, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e` incrementata di ulteriori 3 milioni di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010.
568. Il contributo al Comitato italiano paralimpico (CIP) di cui all’articolo 1, comma 580, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e` incrementato di 2 ulteriori milioni di euro per l’anno 2008 e di 1 ulteriore milione di euro per gli anni 2009 e 2010.
ARTICOLO 3

Otto per mille

3. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, e successive modificazioni,
relativamente alla quota destinata allo Stato dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), e` incrementata di 60 milioni di euro per l’anno 2008.

Cinque per mille
4. Al comma 1237 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: «250 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «400 milioni di euro».
5. Per l’anno finanziario 2008, fermo quanto gia` dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche, una quota pari al cinque per mille dell’imposta netta, diminuita del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero e degli altri crediti d’imposta spettanti, e` destinata, nel limite dell’importo di cui al comma 8, in base alla scelta del contribuente, alle seguenti finalita`:
a) sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita` sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, nonche´ delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall’articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni riconosciute che senza scopo di lucro operano in via esclusiva o prevalente nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
b) finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’universita`;
c) finanziamento agli enti della ricerca sanitaria.
6. I soggetti di cui al comma 5 ammessi al riparto devono redigere, entro un anno dalla ricezione delle somme ad essi destinate, un apposito e separato rendiconto dal quale risulti, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente la destinazione delle somme ad essi attribuite.
7. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della solidarieta` sociale, del Ministro dell’universita` e della ricerca e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita` di richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalita` del riparto delle somme stesse nonche´ le modalita` e i termini del recupero delle somme non rendicontate ai sensi del comma 6.
8. Per le finalita` di cui ai commi da 5 a 7 e` autorizzata la spesa nel limite massimo di 380 milioni di euro per l’anno 2009.
9. Al fine di consentire un’efficace e tempestiva gestione del processo finalizzato all’erogazione da parte del Ministero della solidarieta` sociale dei contributi del cinque per mille relativi agli anni finanziari 2006 e 2007, sono stanziati 500.000 euro a valere sulle risorse di cui al comma 1235 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dal comma 10.
10. Al comma 1235 dell’articolo 1 dellalegge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo le parole: «parti sociali» sono aggiunte le seguenti: «e alla copertura degli oneri necessari alla liquidazione agli aventi diritto delle quote del cinque per mille relative agli anni finanziari 2006 e 2007».
11. Per lo svolgimento dell’attivita` di erogazione dei contributi di cui al comma 9 il Ministero della solidarieta` sociale puo` stipulare apposite convenzioni con un intermediario finanziario.

 

- dicembre 2007

Agevolazioni per le associazioni senza fini di lucro CHE PARTECIPANO A EVENTI CULTURALI....
È stato approvato, con le relative istruzioni, il modello di domanda con cui le associazioni senza fini di lucro, che operano per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali, chiedono di essere inserite tra i soggetti beneficiari delle disposizioni recate dall'art. 1, comma 185, della legge n° 296 del 2006 (Provvedimento Agenzia delle Entrate del 14.12.2007)

Piu dai meno versi

  È in vigore dal 17 marzo 2005 con efficacia immediata la nuova regolamentazione sulla deducibilità fiscale delle erogazioni liberali alle Onlus. La legge consente a privati e aziende di dedurre le donazioni a favore di Onlus e associazioni di promozione sociale nella misura del 10% del reddito imponibile e fino a un tetto di 70 mila euro l'anno.
   È proprio questo tipo di legislazione che nel resto d'Europa e negli altri Paesi sviluppati ha consentito lo sviluppo di un grande settore economico denominato "privato sociale", basato sulla convergenza di interessi tra impresa e terzo settore. L'approvazione di questa proposta voluta da tutte le organizzazioni non profit è un grande segno di vitalità del Terzo settore italiano.
    In allegato il documento legislativo: Capo VIII art. 14, Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (dalla Gazzetta Ufficiale n.62 del 16 marzo 2005).
    Per ulteriori info fiscalmente aggiornate contatta il Ns. Staff di consulenti e il sito dell'Agenzia delle Entrate, oppure il Centro Servizi Volontariato territorialmente competente..


............................................................... ..............................................................
    
L'Agenzia delle Entrate ha emanato il 30 ottobre 2007 una circolare esplicativa sulle ONLUS, che riportiamo per concorrere alla sua diffusione e conoscenza. Non spaventatevi del linguaggio, anzi è molto intelleggibile ed utilissima..vedi i chiarimenti sulle attività commerciali, beneficenza, raccolta fondi ecc.

CIRCOLARE N. 59/E Roma, 31 ottobre 2007
OGGETTO: Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). Decreto
Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460. Indirizzi interpretativi su alcune
tematiche rilevanti. Tavolo Tecnico tra Agenzia delle Entrate e Agenzia
per le ONLUS.

Con la presente circolare si forniscono chiarimenti su alcune ricorrenti tematiche fiscali riguardanti le ONLUS che hanno formato oggetto di esame nell’ambito del Tavolo tecnico istituito tra Agenzia delle Entrate e Agenzia per le
ONLUS con protocollo d’intesa siglato a Roma il 16 maggio 2007.

1) Le strutture federative e l’autonomia delle componenti delocalizzate: criteri di orientamento nell’identificazione di tali organismi.
Le articolazioni periferiche di organizzazioni che operano sul territorio nazionale si iscrivono autonomamente all’anagrafe delle ONLUS, al fine di fruire del regime agevolato riservato a questi ultimi soggetti dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, nel caso in cui presentino autonoma soggettività tributaria.
Come chiarito, infatti, con le risoluzioni n. 130/E del 18 settembre 2001 e n. 363/E del 20 novembre 2002, nonché con la circolare n. 22/E del 16 maggio 2005 (paragrafo 7), l’autonoma iscrizione nell’anagrafe delle ONLUS delle sezioni locali di un’organizzazione nazionale presuppone la presenza in capo a ciascuna di esse dell’autonoma soggettività tributaria, comportante l’autonomo assolvimento degli obblighi tributari.
In merito all’autonoma soggettività tributaria la risoluzione n. 130 del 2001 ha precisato, altresì, che se la relazione tra le associazioni nazionali e le sezioni locali è di tipo organico e di stretta dipendenza il presupposto impositivo si verifica nei confronti Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’associazione nazionale e non nei confronti delle singole sezioni locali. Gli obblighi e gli oneri tributari, in tal caso, dovranno pertanto essere adempiuti
dall’associazione nazionale, ivi compresa l’iscrizione nell’ Anagrafe delle ONLUS.
La verifica della sussistenza dell’autonoma soggettività tributaria delle articolazioni periferiche di una organizzazione nazionale, nell’ambito del controllo previsto dall’art. 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 luglio 2003, n. 266, comporta un’indagine incentrata sulla volontà statutaria interna dell’ente,
determinativa sia di frazionamenti patrimoniali che di separazioni sul piano della governance degli organi. Pertanto, ciò che occorre verificare è l’intensità dei vincoli di dipendenza decisionale, operativa ed economica cui tali sezioni sono sottoposte, al fine di comprendere se l’autonomia goduta sotto il profilo amministrativo, gestionale,
patrimoniale e contabile possa qualificarle come enti giuridicamente autonomi o quali semplici strutture decentrate dotate unicamente di indipendenza operativa e funzionale.
In questa ultima ipotesi, come precisato nella citata circolare n. 22/E del 2005,“si ha … un unico statuto, un’unica contabilità realizzata attraverso il consolidamento dei diversi bilanci e un unico numero di codice fiscale e partita IVA” nonché un unico patrimonio.
Al contrario, come precisato nella risoluzione n. 363 del 2002, qualora si riscontri la sussistenza di marcati profili di autonomia patrimoniale, amministrativa, gestionale e contabile delle associazioni locali (condizione che si verifica ad esempio per le associazioni articolate autonomamente in forma “federativa”), le stesse si configurano quali enti giuridicamente autonomi da iscrivere autonomamente nell’anagrafe delle ONLUS.
L’autonomia amministrativa, gestionale, patrimoniale e contabile della articolazione territoriale di una organizzazione nazionale, come sopra precisato, costituisce il presupposto necessario ai fini dell’autonoma iscrizione nell’anagrafe delle ONLUS. In particolare gli elementi in base ai quali l’organizzazione locale può qualificarsi come autonomo centro di imputazione di rapporti giuridici, distinto da quello nazionale, sono a titolo esemplificativo:
- il potere dell’ente di autorganizzarsi secondo una propria disciplina organizzativa autonoma;
- l’esistenza di un patrimonio proprio e separato idoneo a costituire il fondo comune dell’associazione locale.
- la redazione di un proprio bilancio o rendiconto distinto da quello nazionale.
In merito all’autorganizzazione della struttura locale, è necessario che la stessa abbia soci propri e un proprio organo assembleare dotato del potere di:
- decidere la propria gestione;
- deliberare provvedimenti modificativi dell’originario statuto;
- di nominare i membri dell’organo direttivo;
- deliberare in modo autonomo, se necessario, lo scioglimento dell’ente.
Si precisa, peraltro, che l’autonomia della struttura locale può risultare compatibile con il potere di indirizzo e controllo dell’organizzazione nazionale sempre che le previsioni statutarie non consentano interventi di quest’ultima in contrasto con il principio di autodeterminazione dell’organismo periferico. Ad esempio, mentre risulta compatibile con l’autonomia della struttura locale la possibilità, da parte dell’organismo nazionale, di diffidare la struttura locale dall’uso della denominazione del proprio marchio, non è altresì compatibile con la natura di ente autonomo la previsione statutaria che consente all’ente nazionale, qualora non condivida i comportamenti e le determinazioni dell’ente locale di dichiarare decaduti gli organi direttivi dell’entità locale ovvero di disporne lo scioglimento.
Quanto sopra precisato, si invitano le Direzioni regionali ad uniformarsi ai suddetti criteri e, al fine di perseguire un’unitarietà di trattamento, a coordinarsi con le altre Direzioni Regionali competenti sui vari soggetti facenti parte di una medesima organizzazione, segnalando alla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso e alla
Direzione Centrale Accertamento i casi in cui vi siano pareri discordanti sul territorio nazionale in merito alla possibilità di iscrizione autonoma delle sezioni locali di una determinata organizzazione nazionale.

2) La detenzione da parte di una ONLUS di una partecipazione di maggioranza o totalitaria in una società di capitali
Nella risoluzione n. 83/E del 30 giugno 2005 è stato chiarito che la detenzione di partecipazioni in società di capitali è consentita alle ONLUS a condizione che il possesso di titoli o quote di partecipazione si sostanzi in una gestione staticoconservativa del patrimonio. Al contrario si configurerebbe lo svolgimento di un’attività non consentita qualora la ONLUS assumesse funzioni di coordinamento e direzione della società partecipata, esercitando un’influenza dominante ed incidendo in modo determinante sulle scelte operative della società.
In sostanza risulta inconciliabile con la natura di ONLUS un rilevante potere di gestione nella società partecipata tale che l’attività di quest’ultima possa considerarsi ad essa sostanzialmente riferibile.

3) La partecipazione di società commerciali ed enti pubblici nelle ONLUS
Sul tema della partecipazione ad una ONLUS da parte di società commerciali ed enti pubblici e, più in generale, di soggetti esclusi dalla qualifica di ONLUS ai sensi dell’art. 10, comma 10, del decreto legislativo n. 460 del 1997, si conferma l’orientamento già espresso nella risoluzione n. 164/E del 28 dicembre 2004, secondo il quale la qualifica di ONLUS non deve essere negata ad organizzazioni partecipate da enti pubblici e/o società commerciali qualora questi non esercitino un’influenza dominante nelle determinazioni della ONLUS. In tal senso si è espressa da ultimo la
Commissione tributaria regionale di Milano con sentenza n. 13/19/07 del 24 gennaio 2007, nella quale la predetta Commissione ha ritenuto che soltanto l’influenza dominante esercitata da una società di capitali in una associazione, risultante dall’atto costitutivo o dallo statuto, impedisce il riconoscimento della sussistenza dei
presupposti di cui all’articolo 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997.

4) Perdita della qualifica di ONLUS e devoluzione di patrimonio: scissione tra patrimonio preesistente e cumulato in regime di qualifica ONLUS L’art. 3, lett. k) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329, prevede che, nei casi di scioglimento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, l’Agenzia per le ONLUS renda parere vincolante sulla devoluzione del loro patrimonio ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera f), del decreto legislativo n. 460 del 1997.
Al riguardo si ricorda che nella circolare n. 168/E del 26 giugno 1998 è stato precisato che “la perdita di qualifica equivale, ai fini della destinazione del patrimonio, allo scioglimento dell’ente”. Ciò posto - nel confermare detta conclusione che, come già precisato nella citata circolare n. 168/E del 1998, è stata adottata in considerazione della ratio della disposizione recata dall’art. 10, comma 1, lettera f), del decreto legislativo n. 460 del 1997, intesa ad impedire all’ente che cessa per qualsiasi ragione di esistere come ONLUS, la distribuzione del patrimonio, costituito anche in forza di un regime fiscale privilegiato, o la sua destinazione a finalità estranee a quelle di utilità sociale tutelate dal decreto legislativo n. 460 del 1997 - si precisa quanto segue. Nell’ipotesi in cui un ente, pur perdendo la qualifica di ONLUS, non intenda sciogliersi, ma voglia continuare ad operare come ente privo della medesima qualifica, si ritiene che lo stesso sia tenuto a devolvere il patrimonio, secondo i criteri indicati all’art. 10, comma 1, lettera f) del decreto legislativo n. 460 del 1997, limitatamente all’ incremento patrimoniale realizzato nei periodi d’imposta in cui l’ente aveva fruito della qualifica di ONLUS. Viene fatto salvo, quindi, il patrimonio precedentemente acquisito prima dell’iscrizione nell’anagrafe delle ONLUS.
A tal fine l’ente dovrà allegare alla richiesta di parere sulla devoluzione del patrimonio rivolta all’Agenzia per le ONLUS ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera f) del decreto legislativo n. 460 del 1997, la documentazione rappresentativa della situazione patrimoniale dell’ente, redatta ai sensi dell’art. 20-bis comma 1, lettera a),
d.P.R del 29 settembre 1973, n. 600 alla data in cui l’ente ha acquisito la qualifica di ONLUS, nonché la stessa documentazione rappresentativa della situazione alla data in cui tale qualifica è venuta meno.
Si ribadisce, pertanto, la necessità che l’ente rispetti, per ciascun esercizio, quanto previsto al citato art. 20-bis che dispone che le Onlus, a pena di decadenza dei benefici fiscali per esse previsti, devono ‹‹rappresentare adeguatamente in apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’organizzazione.

5) Le retribuzioni e i compensi degli amministratori e dei lavoratori dipendenti delle ONLUS. L’articolo 10, comma 6, lettera e), del decreto legislativo n. 460 del 1997 stabilisce che si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione: “la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche”.
Nella risoluzione n. 294/E del 10 settembre 2002 è stato precisato che la disposizione sopra richiamata è norma antielusiva di tipo sostanziale della quale può essere chiesta la disapplicazione, ai sensi dell’art. 37-bis, comma 8, del DPR 29 settembre 1973, n. 600, con apposita istanza alla Direzione regionale competente.
Pertanto, la disapplicazione può essere chiesta dalle ONLUS operanti in tutti i settori di attività indicati all’art. 10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 460 del 1997 ogni qual volta possa essere dimostrato che l’operazione attuata non concretizza in realtà un comportamento elusivo, ma risulta conforme, ad esempio, ad interessi coerenti e non altrimenti perseguibili dalle ONLUS.

6) Beneficenza e raccolta fondi: le modalità di raccolta dei fondi e le proporzioni tra costi e ricavi.
L’art. 143, comma 3, lettera a), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, concernente la determinazione del reddito complessivo degli enti non commerciali, stabilisce che non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali “i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione”. La disposizione sopra riportata, in virtù del rinvio che l’art. 26 del decreto legislativo n. 460 del 1997 opera alla normativa relativa agli enti non commerciali, si applica anche alle ONLUS. L’esclusione delle iniziative di raccolta fondi dall’imposizione tributaria, che tende ad incentivare una delle forme più cospicue di finanziamento per molti enti non commerciali, è subordinata alle seguenti condizioni:
1) deve trattarsi di iniziative occasionali;
2) la raccolta di fondi deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
3) i beni ceduti per la raccolta di fondi devono essere di modico valore.
A tutela della fede pubblica è prevista, peraltro, dall’art. 20 del DPR n. 600 del 1973 una rigorosa rendicontazione delle attività di raccolta dei fondi. In proposito gli enti non commerciali e le ONLUS che effettuano raccolte pubbliche di fondi “devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito e separato
rendiconto tenuto e conservato ai sensi dell’art. 22, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione indicate nell’articolo 143, comma 3, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917”. Nel rendiconto vanno riportate, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese afferenti a ciascuna delle manifestazioni (celebrazioni, ricorrenze o campagne di
sensibilizzazione) previste dall’art. 143, comma 3, lettera a) del TUIR che hanno originato le entrate e le spese medesime. Il rendiconto è accompagnato da una relazione illustrativa concernente le entrate e le spese anzidette.
All’Agenzia per le ONLUS l’art. 3, comma 1, lettera i), del DPCM n. 329 del 2001 ha attribuito la vigilanza sull’ “attività di raccolta di fondi e di sollecitazione della fede pubblica, anche attraverso l’impiego di mezzi di comunicazione svolta dalle organizzazioni, dal terzo settore e dagli enti non commerciali, allo scopo di assicurare
la tutela da abusi e le pari opportunità di accesso ai mezzi di finanziamento”. La normativa sopra richiamata, con la previsione di specifiche condizioni e di appositi adempimenti nonché con l’attribuzione di poteri di vigilanza all’Agenzia per le ONLUS, evidenzia la necessità di sorvegliare le modalità di raccolta nonché di assicurare la destinazione dei fondi al progetto o alle attività per i quali è stata posta in essere la raccolta e di contenere - richiedendo l’occasionalità dell’iniziativa l’apparato organizzativo e i conseguenti costi amministrativi e di gestione.
Occorre, pertanto, individuare e quantificare un rapporto tra i fondi raccolti e la loro destinazione, prevedendo che i costi totali, sia amministrativi sia per l’attività di raccolta fondi, debbano essere contenuti entro limiti ragionevoli e tali da assicurare che, dedotti tali costi, residui, comunque, una certa quota di fondi da destinare ai progetti e alle attività per cui la stessa campagna è stata attivata.
A tale proposito, si ritiene che i fondi raccolti debbano essere destinati per la maggior parte del loro ammontare a finanziare i progetti e l’attività per cui la raccolta fondi è stata attivata. I fondi raccolti, in sostanza, non devono essere utilizzati dall’ente per autofinanziarsi a scapito delle finalità solidaristiche che il legislatore fiscale ha inteso incentivare.
Per agevolare l’attività di accertamento da parte degli organi preposti alla vigilanza sulla raccolta fondi, le organizzazioni interessate avranno cura di specificare nella relazione illustrativa che accompagna il rendiconto l’importo dei fondi raccolti risultante dalla documentazione attestante i singoli versamenti, nonché le somme effettivamente destinate alle attività e ai progetti, dettagliatamente descritti, per i quali la raccolta fondi è stata attivata.

7) Aiuti umanitari per collettività estere Nell’ipotesi in cui l’ente intenda destinare all’estero i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente ovvero acquisiti nell’espletamento dell’attività tipica delle ONLUS (destinazione consentita “limitatamente agli aiuti umanitari” ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 460 del 1997), è, altresì tenuto ad annotare nella predetta relazione illustrativa ovvero nelle scritture contabili di cui all’art. 20-bis del DPR 29 settembre 1973, n. 600, i dati identificativi di una accreditata istituzione che opera anche indirettamente nel paese estero destinatario dei fondi a cui siano stati preventivamente comunicati il piano e le modalità di erogazione dell’aiuto umanitario.
Sarà cura delle Direzioni regionali assicurare l’esatto adempimento delle presenti istruzioni.

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AIUTI ASSOCIAZIONI 2007:
PROROGATO TERMINE PER AVERE IL 5 X MILLE

L'Agenzia delle entrate comunica che è stato prorogato il termine per la presentazione delle domande al 30 marzo.
Le associazioni che vorranno usufruire dell'iscrizione tramite il CSV Napoli dovranno far pervenire le domande tassativamente entro le ore 15.00 di lunedì  26 marzo.
Il CSV Napoli mette a disposizione, per le associazioni di volontariato di Napoli e provincia, iscritte all’albo regionale, un servizio gratuito per la  gestione e la trasmissione della pratica d'iscrizione.
L'agenzia delle entrate ha emanato i moduli per iscriversi e re-iscriversi all'elenco degli enti che possono beneficiare del 5 per mille.
La scadenza prevista per l'iscrizione è il 20 marzo 2007è stata prorogata al 30 marzo.
Anche le associazione che già avevano compilato la pratica per l'anno 2006 dovranno, se interessate, ripresentare la domanda. Gli enti che potranno iscriversi nell'elenco dei beneficiari sono:

  1. di formazione extra-scolastica a condizione che gli atti costitutivi o gli statuti, redatti mediante la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, contengano clausole, dirette a:
Per queste associazioni, la regola fiscale per cui le somme, contributi e quote supplementari, pagate dai soci o associati per attività commerciali svolte dall’ente nei loro confronti concorrono a formare il reddito complessivo dell’ente, non si applica se le prestazioni di servizi o le cessioni dei beni sono effettuate:
Tuttavia, anche per questi enti, sono in ogni caso considerate commerciali, le seguenti attività:
Associazioni con disciplina particolare
  Politiche Religiose Associazioni promozione sociale assistenziali, culturali, sportive e dilettantistiche, formazione extrascolastica sindacali e di categoria

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Agevolazioni fiscali in favore delle Onlus:
Ass/ni di Volontariato - comitati - fondazioni - Coop.ve

Sono Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, i cui statuti o atti costitutivi prevedono lo svolgimento di attività nei settori dell'assistenza sociale, socio-sanitaria e sanitaria, della beneficenza, dell'istruzione, della formazione ecc.

L'elenco completo delle attività previste e degli altri requisiti necessari è contenuto nell' art. 10 del D.Lgs. 460/97.

Alcuni enti sono considerati in ogni caso Onlus: si tratta degli organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n.266, iscritti nei registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano; delle organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n.49; delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.381 e dei loro consorzi. Pur applicandosi a questi enti la disciplina delle Onlus, sono fatte salve le norme di maggior favore previste dalle leggi speciali che li regolano.

Non possono invece essere Onlus gli enti pubblici, le società commerciali diverse da quelle cooperative, le fondazioni bancarie, i partiti e i movimenti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di lavoro e di categoria.

Si applica alle Onlus, in quanto compatibile, la disciplina relativa agli enti non commerciali.(fonte www.finanza.it



 

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